Nota Politica

| 15.07.2010

'NDRANGHETA: SITUAZIONE DA ALLARME ROSSO IN LOMBARDIA

Sferrato un duro colpo alla criminalità organizzata. Legami preoccupanti con politici locali. Nel blitz fondamentali le intercettazioni telefoniche.

In attesa di conoscere i risvolti dell'imponente azione messa in campo non possiamo non definire da allarme rosso la situazione della Lombardia. Emerge sempre più nettamente, infatti, un quadro di legami quotidiani e costanti fra la criminalità organizzata ed esponenti politici locali. Spiega il segretario del Pd lombardo, Maurizio Martina, sottolineando inoltre che l'uso delle intercettazioni telefoniche, che la destra nel ddl in discussione vorrebbe limitare fortemente, è stato fondamentale
Ringraziamo le Direzioni distrettuali antimafia di Reggio Calabria e Milano per lo straordinario lavoro condotto, Occorre essere consapevoli che la Lombardia e' una delle trincee più delicate nella lotta ai fenomeni criminali organizzati e che è fondamentale che le istituzioni e la politica stessa non sottovalutino nemmeno per un secondo ciò che sta avvenendo.
La Lombardia e' ormai terra di conquista dell'ndrangheta, aggiunge il vicepresidente del Consiglio regionale, Filippo Penati, coordinatore della segreteria nazionale del Pd. Va difesa, tutelata. Istituzioni e politica non possono restare a guardare il dilagare del crimine organizzato. Combatterlo è il primo dovere. Indagini sulla criminalità organizzata nell'area brianzola, nell'ambito delle ecomafie, erano già state avviate anche dalla polizia provinciale durante il mio mandato di presidente della provincia e avevano portato ad arresti eccellenti. Oggi si tirano le fila di quel primo risultato.
Per il decoro del Consiglio regionale non sono più rimandabili le dimissioni del consigliere Massimo Ponzoni dall’Ufficio di Presidenza, dove siede come consigliere segretario indicato dal PdL. Il Popolo delle libertà, che ha già chiesto a Ponzoni di lasciare l’incarico di segretario provinciale di Monza e Brianza, deve oggi, a maggior ragione, chiedergli di fare un passo indietro dall’organismo che guida l’assemblea legislativa lombarda, la cui immagine non può essere minimamente sfiorata dal dubbio che al suo vertice sieda una persona ritenuta “avvicinabile” dalla criminalità organizzata, aggiunge Luca Gaffuri, capogruppo del PD in Consiglio regionale della Lombardia.