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Il giorno successivo alle elezioni succede spesso che la politica cerchi di offrirne l’interpretazione più vantaggiosa, tirando la coperta in modo che dia risalto alle luci e metta in sordina le ombre. Però ci sono sempre i numeri, e anche se puoi provarci a stiracchiarli loro, i numeri, guardati da vicino, non mentono. E stavolta dicono cose che dobbiamo saper ascoltare, e ascoltarle bene.

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Anzitutto che il PD è il primo partito in Lombardia, il più votato: nei tre Comuni capoluogo, e in quelli superiori ai 15mila abitanti (ovvero là dove i partiti si presentano con il proprio simbolo) siamo noi la prima forza politica, con il 18,6%. Poi c’è la bellissima vittoria di Andrea Furegato a Lodi, che è vittoria di un candidato giovane e bravo, è vittoria nostra, ed è vittoria di tutta una coalizione: vasta, larga, aperta ai civismi, ai riformismi, ai progressisti, a coloro che chiedono al panorama politico più di quello che il panorama politico sembra, in apparenza, saper dare.
È una coalizione aperta alle esperienze e di stampo apertamente europeista, che mostra che uniti si vince, che quando si rinserrano le fila attorno a candidati credibili e a programmi concreti si riesce ad andare oltre l’ostacolo, e ad andarci con slancio.

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È da qui che guardiamo avanti, verso i ballottaggi del 26 giugno e assai oltre, nell’orizzonte del 2023 e delle elezioni regionali. Abbiamo un compito ancora più impegnativo adesso, quello di dimostrare che un progetto politico c’è, che è largo e che è in grado di parlare a un pubblico vasto, capace di raggiungere anche i tanti – troppi – che hanno disertato le urne domenica scorsa.

La bellissima vittoria di Lodi e i tanti ballottaggi che ci vedono protagonisti – a Como, a Monza, in altri otto Comuni – mostrano che il centrosinistra in Lombardia cresce e può mettere in difficoltà il centrodestra a trazione leghista. Può farlo con scommesse audaci, come quella di Lodi, mettendo in campo energie nuove che sappiano costruire tessuti politici coesi e proporre candidature belle, forti, giovani, fresche. I cittadini lombardi lo hanno apprezzato domenica, e non possiamo fermarci.

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Ora buon lavoro a tutti i candidati nei ballottaggi e ai nostri Sindaci già eletti al primo turno in tanti Comuni lombardi inferiori e superiori: è anche da qui che prende il via il nostro laboratorio politico, e i risultati sul campo valgono mille volte più di una dichiarazione d’intenti.
Se il 12 giugno 2022, con il contributo e il lavoro di tanti, abbiamo spedito a Fontana e alla sua Giunta un primo avviso di sfratto, ecco che il 2023 si fa sempre più vicino. Le cose da fare sono ancora molte, ma ci arriveremo preparati a quell’appuntamento, alle elezioni regionali: decisamente il bello viene adesso.

Lo dichiara il Segretario del PD lombardo Vinicio Peluffo nella sua Newsletter agli iscritti.