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Il Partito Democratico lombardo esprime, insieme al PD bresciano, un profondo dolore e la partecipazione commossa, alla figlia Francesca e a tutti i familiari, per la scomparsa dell’on. Aldo Rebecchi. Un dolore ancor più avvertito e dovuto alla recente perdita anche della sua carissima moglie Giuditta.

Aldo Rebecchi è stato una figura straordinaria del nostro partito, del centrosinistra bresciano e lombardo. Così è da tutti riconosciuto, ricordato e oggi rimpianto. Aperto e disponibile al confronto sociale, politico e istituzionale, egli ha sviluppato il proprio impegno, a partire dal mondo del lavoro, in qualità di sindacalista e in particolare come Segretario della Camera del Lavoro di Brescia. Parlamentare poi, sempre con particolare attenzione alle tematiche del lavoro, dei diritti sociali e dell’economia. Successivamente, egli ha sviluppato il proprio impegno istituzionale e di amministratore locale in qualità di Vicepresidente della Provincia di Brescia e nel Comune Capoluogo. Tra le diverse sue attività merita di essere ricordato anche per la sua fattiva Presidenza della Fondazione “Luigi Micheletti” e l’impegno profuso per il MUSIL, il Museo per il Lavoro.

Al momento del dolore si associa incancellabile il valore del suo grande impegno, che si è sviluppato nel corso del tempo, della sua spiccata attitudine al confronto e alla ricerca della soluzione concreta dei problemi, d’una mediazione da ricercare anche nei momenti di maggiore tensione che hanno caratterizzato in diversi periodi la storia del mondo del lavoro, come delle istituzioni territoriali.

Un Sindacalista, un Parlamentare, un Amministratore pubblico che ha saputo, con la coerenza della sua vita, far crescere il valore di un impegno politico, quand’anche di parte, per l’emancipazione sociale all’interno d’una più ampia comunità locale e popolare. Questo il riconoscimento che gli viene da tutti riconosciuto ed è, per la nostra stessa comunità politica, motivo non solo di dolore per una perdita, ma esempio per una rinnovata testimonianza di impegno politico, civico e sociale.

Lo dichiarano Vinicio Peluffo, Segretario regionale del PD lombardo, e Claudio Bragaglio, Presidente della Direzione regionale.